PiemonteMag un progetto che guarda avanti L'unica ricetta valida per combattere la post-verità è il buon giornalismo.

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Se a Roberto Speranza è consentito esibire la Costituzione nel suo primo articolo durante la presentazione del nuovo, si fa per dire, partito che andrà ad aggiungersi all’alveo del centro-sinistra, mi si consenta, qui, di citarne il ventunesimo.

La nostra Costituzione riconosce, tutela e garantisce la libertà di pensiero, di espressione e di informazione, libertà di pensiero che, con il proliferare di migliaia di blog sulla rete, vuol essere, a torto o a ragione, imbavagliata per far spazio alla cosiddetta buona informazione, a tutta quella informazione, insomma, vagliata dalle nuovissime tecniche di “fact-checking”, (non ancora implementate), che garantiranno ai cittadini-lettori una “sana e robusta” informazione (non si sa quando!).

Nell’attesa che Mark Zuckerberg e Laura Boldrini, rispettivamente CEO di Facebook e Presidente (Presidenta?) della Camera, mettano appunto i cosiddetti metodi “anti-bufala”, verificando le informazioni sulla rete ed approvandole se ritenute opportune, a Torino, è venuto in mente ad un gruppo di ragazzi coadiuvati da giornalisti senior, di creare una nuova testata online.

Si sa, l’attesa mette appetito, e l’appetito di informazione si ritiene non essere mai abbastanza.

Al contrario di quanto sostenuto dai signori di cui sopra, riteniamo che la soluzione alla disinformazione sia più informazione, non meno.

Così facendo, forse utopisticamente, siamo convinti che il cittadino-lettore venga educato a scegliere, come la mano invisibile di Adam Smith regola il mercato economico, così nel campo del giornalismo online, a regolare il mercato saranno non una, ma migliaia di mani, che battendo sui tasti del proprio computer, o attraverso il taping dello schermo del proprio smartphone, regoleranno la qualità dell’informazione, che i cittadini sapranno certamente scegliere.

Ci si consenta inoltre una piccolissima chiosa: il cosiddetto fenomeno del “Clickbait”, ovvero il meccanismo per cui il titolo di una notizia, o di ciò che viene considerato tale, attiri il cittadino-lettore a cliccare su di essa, aprendo quindi la navigazione al sito che la contiene, non è ispirato da una ricerca di fama, o di gloria, dell’autore di tale contenuto, ma dal mero guadagno economico generato dalle visualizzazioni presenti sulla pagina.

Ancora una volta, il denaro. Avarizia batte vanità uno a zero.

Il giornalismo oggi, al tempo delle fake news e dei blog improvvisati e della cosiddetta post-verità, deve svolgere un ruolo fondamentale, chiaro, che aiuti i cittadini ad orientarsi fra le varie realtà mistificate offerte dalla rete.

Crediamo in un ordine dei giornalisti forte, che sappia reinventare il proprio ruolo, ergendosi a capo del processo che sta cambiando radicalmente il mondo dell’informazione digitale.

Quelle prassi giornalistiche, oggi considerate vetuste ed obsolete, con l’ausilio di strumenti digitali 3.0 e 4.0, condizioneranno il futuro dei media e delle relazioni pubbliche: esempi come il comunicato stampa interattivo, la video intervista con l’interazione del pubblico attraverso i social network e le conferenze stampa in live streaming ne sono solamente alcuni esempi.

Negli Stati Uniti, avanti ormai molti anni rispetto lo scenario europeo del giornalismo e delle telecomunicazioni, ci si pone il tema del giornalismo post industriale, di macchine e computer che, con i giusti algoritmi, possono confezionare articoli o addirittura intere pagine di notizie, solo carpendole dalla rete ed elaborandole successivamente.

Nessuna emozione nei risultati di uno dei match del super bowl, nessun pensiero per chi, più sfortunato, cade vittima dell’ennesimo delitto, nessun intercalare tipico del giornalista locale, niente più “beh”, “ma” o “forse”, solo fredde certezze.

Questo nuovo tentativo editoriale, mosso dalla voglia di dar voce alle personalità della società civile, del mondo dell’imprenditoria e della politica, inascoltate dai media poiché considerate solo di secondo o terzo piano, si propone di raccontare il territorio piemontese attraverso lo strumento delle interviste e delle analisi fattuali, fornendo al cittadino-lettore un quadro il più completo possibile.

Piccola controindicazione: testata spregiudicatamente ma non spudoratamente di centro-destra.

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