Che centrodestra sarebbe senza DC? Era dai tempi del glorioso PDL che non si vedeva un simil dialogo nel centrodestra torinese

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Una platea nutrita ed attenta accoglie i convenuti, esponenti del centrodestra torinese e della società civile, chiamati a raccolta dal presidente del MCL Piemonte Mauro Carmagnola, “Progetti ed Idee per Torino” il tema al centro della giornata.

Un’operazione, questa, non passata inosservata dalla classe politica piemontese, che sia in rete durante la diretta streaming, che dal vivo, in sala, ha cercato di sbirciare per capire cosa stesse accadendo al Collegio Artigianelli di Torino in una fredda domenica di novembre.

Dopo i positivi ed incoraggianti risultati dei democristiani, seppur conditi in varie salse, in Sicilia, sono stati chiamati alle armi anche in Piemonte militanti, nostalgici e giovani visionari che hanno nel cuore lo scudocrociato, ma non da soli.

Il rassemblement voluto dal MCL infatti, ha messo attorno al tavolo i consiglieri comunali presenti e passati, del centrodestra torinese, i professionisti impegnati nel mondo della politica e delle associazioni e, nota stonante, ancor più stonante dopo l’accordo di qualche ora fa con il centrosinistra, i moderati, presenti attraverso il loro interprete naturale, Mimmo Portas, chiamato al tavolo dei relatori e attraverso Silvio Magliano, consigliere comunale della città, presente tra il pubblico.

Il presidente Carmagnola, direttore d’orchestra di un tavolo di altissimo livello, com’è solito fare, ha coordinato gli interventi di Alessandro Cherio (Energie per l’Italia), Paolo Greco Lucchina (UDC), Alberto Morano (Lista Civica), Osvaldo Napoli (Forza Italia), Fabrizio Ricca (Lega Nord), Luigi Sodano (Fratelli d’Italia-An) e Ennio Galasso (Movimento Nazionale per la Sovranità).

I convenuti, come impongono le norme della retorica, oltre aver dato uno sguardo generale su quanto stia accadendo nelle rispettive organizzazioni, hanno incentrato i loro interventi sul tema su cui erano chiamati a discutere, Torino, che, unanimemente, seppur da prospettive diverse, sono pronti a rilanciare, uniti, superando finalmente le cosiddette “giunte rosse” capitanate da Castellani, Chiamparino e Fassino, nonché facendo divenire solo un brutto ricordo l’attuale amministrazione pentastellata, guidata dal Sindaco Chiara Appendino, che in più di un’occasione si è rivelata improvvida ed impreparata.

Morano come sempre impeccabile sul bilancio, Ricca attento al degrado ed alle periferie, Cherio con uno sguardo sul piano urbanistico e tecnico, Napoli per un rilancio della macchina amministrativa, Sodano in favore del commercio locale e Paolo Greco a porre l’accento sul mondo universitario e sul politecnico.

Uniti sotto un unico progetto, uniti per un’unica prospettiva, riuniti da un entourage democristiano in uno dei luoghi simbolo delle opere della cristianità torinese: il Collegio Artigianelli fu infatti voluto dal Murialdo.

Mutuando il celebre slogan di una delle più grandi e rinomate industrie piemontesi, La Ferrero, si tenterà di dare un significato, molto chiaro e netto, a questo incontro: “Che centrodestra sarebbe senza DC?”.

Domanda nota a Vito Bonsignore, anima andreottiana della giornata, già eurodeputato e da sempre grande animatore del centrodestra torinese e piemontese, presente in prima fila, ma nota anche a Silvio Berlusconi, consapevole di dover prendere un voto in più della Lega Nord per poter avere la salda leadership del centrodestra tutto, e chiara, da qualche tempo anche a Matteo Salvini, che vorrebbe strappare questo primato a Berlusconi.

Era dai tempi del glorioso PDL, che alleato alla Lega di Cota strappava dalle mani della sinistra la Regione Piemonte, che non si vedeva un simil dialogo nel centrodestra torinese.

Certo questo non poté avvenire durante le elezioni comunali del capoluogo sabaudo, dove 3 coalizioni afferenti al centrodestra si sono sfidate consentendo a Chiara Appendino, oggi sindaco di Torino, di poter giungere al ballottaggio con il ben più noto Piero Fassino, già sindaco della città.

Prove tecniche di un nuovo soggetto politico, mormorano alcuni dei presenti in sala, soggetto politico che si vocifera voluto anche da Cesa, oggi leader dell’UDC e dallo stesso Berlusconi, che potrebbe abbandonare il sempreverde simbolo tricolore forzaitalista, a vantaggio, forse, e il dubbio è più che d’obbligo, di una nuova formazione politica che vedrebbe rinati protagonisti anche i democristiani, oggi sparsi in vari rivoli tra l’UDC, il CDU e la rinata Democrazia Cristiana.

Se fossero davvero queste le reali intenzioni del convegno di qualche settimana fa organizzato dal MCL Piemonte di Mauro Carmagnola, che vedrebbe così puntato un faro su quanto accade a Torino da parte di Roma, ma soprattutto da parte di Arcore, non ci è dato a sapere, ciò che invece, ad oggi, sembra essere molto chiaro, è che vi sia la volontà di costruire una nuova e serie prospettiva all’ombra della mole e sotto la guida del centrodestra che parte proprio dal rilancio della Città di Torino.