Il mercato del lavoro oggi e la crisi della rappresentanza Il Presidente del MCL evidenzia le difficoltà del mondo del lavoro e la crisi delle istituzioni

0
201

“Il mercato del lavoro oggi e la crisi della rappresentanza”, questo il titolo dell’intervento del presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli, alla consueta Winter School organizzata dall’associazione “Difendiamo il Futuro”, presieduta dai professori Michele Rosboch e Giovanni Maddalena presso Rivarolo Canavese.

In una sala gremita di giovani, Costalli ha parlato delle grandi e complesse sfide che la società attuale è chiamata ad affrontare. In un mondo sempre più globale e interconnesso il mercato del lavoro è in affanno. Specialmente le giovani generazioni si sentono alla periferia del sistema, prive di rappresentanza e senza prospettive per il futuro. Periferie che diventano reali quando, a causa della crisi economica, molte aree delle grandi città vengono abbandonate al loro destino. Torino, luogo natio di questo tentativo editoriale, non è immune dal fenomeno. Ne è testimone il risultato elettorale del sindaco uscente Piero Fassino, che in occasione delle amministrative del 2016, al secondo turno, risultava vincente solamente nella circoscrizione Centro-Crocetta, risultando invece sconfitto nelle restanti.

A soffrire di questa grave crisi di rappresentanza non sono soltanto le periferie, ma l’intero sistema italiano, un tempo retto sulla strettissima relazione tra mondo del lavoro e della rappresentanza politica,che oggi è venuta tragicamente a mancare.

I corpi intermedi, quali partiti, associazioni di categoria e sindacati, che per decenni sono riusciti a canalizzare interessi e istanze sociali, non hanno saputo interpretare la profonda trasformazione in atto. In un contesto simile, “le generazioni più mature non si riconoscono più in un sistema di rappresentanza politica e sociale in cui hanno a lungo creduto, mentre i giovani, che più di tutti stanno pagando per la crisi, sono facilmente portati a pensare che la cosa pubblica non li riguardi. Il risultato è stato il trionfo dell’individualismo sociale”, chiosa Costalli. Venute meno le grandi strutture in grado di mediare e comporre i diversi interessi sociali i cittadini sono soli, come monadi disorientate, nella giungla dell’attuale mercato del lavoro e di fronte ad un sistema politico sempre meno capace di intercettare le istanze della società. Dobbiamo dunque arrenderci e pensare che la rappresentanza sociale e politica sia morta per sempre? “Niente affatto”, risponde il presidente di MCL, “è necessario più che mai ricostruire un circuito rappresentativo a partire dai territori e dai loro concreti interessi”. Non bisogna arrendersi, anzi, diviene più che mai necessario ripartire da un’opera di profonda riconnessione dei corpi intermedi con la realtà.  

La sala del convegno della Winter School di Rivarolo Canavese

I segnali positivi non mancano. L’ampia partecipazione al referendum costituzionale ha mostrato la volontà di moltissimi cittadini di far sentire la propria voce e poter incidere sulle decisioni pubbliche. Un altro segnale importante arriva dal consistente numero di firme raccolte dalla CGIL per il referendum sulla riforma del lavoro del governo Renzi. Un’iniziativa alla quale Costalli riconosce una significativa importanza, benché promossa da un’organizzazione molto diversa dal Movimento Cristiano Lavoratori. Convergenza tra mondi diversi che mette in luce le contraddizioni di una riforma che “per un anno e mezzo ha drogato il mercato del lavoro ed ora ha esaurito la sua spinta propulsiva”.

Un intervento a tutto campo, dunque, quello del presidente di MCL, volto anche ad affermare il ruolo positivo del mondo dell’associazionismo, essenziale per ricostruire dal basso un tessuto sociale lacerato e disperso.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here