La figlia di Che Guevara incontra Torino Due convegni organizzati per il cinquantesimo anniversario della morte del rivoluzionario ospitano Aleida Guevara March

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L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba ha organizzato due incontri a Torino in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Ernesto Che Guevara. Ospite d’onore dei due incontri è una delle figlie del Che, Aleida Guevara March, medico e attivista di fama internazionale, attiva soprattutto nel campo della difesa dei diritti dei bambini. Da molti anni la figlia del rivoluzionario gira il mondo per progetti di beneficenza e per ricordare la figura del padre. A distanza di cinquant’anni dal suo assassinio, Che Guevara resta una delle figure più significative del XX secolo, un’epoca tormentata da violenti scontri ideologici. L’America Latina è stata una delle terre maggiormente segnate dal conflitto tra modelli di società antagoniste. Rivoluzioni socialiste, colpi di stato, dittature militari e conflitti sociali hanno caratterizzato il travagliato percorso storico di molti paesi sud americani. Che Guevara, con le sue luci e le sue moltissime ombre, è senza dubbio la figura che ha meglio incarnato quegli anni contraddittori e complessi. Il fascino dell’epopea rivoluzionaria e dell’uomo ha catturato intere generazioni di giovani, spesso storicamente inconsapevoli e ammaliati dalla lotta contro lo status quo. Ma nella società liquida del nuovo mondo globalizzato sembra essere rimasto ben poco di quell’antico spirito rivoluzionario, se non il volto del Che stampato sulle magliette rosse, che si possono trovare nei negozi di qualsiasi paese del mondo.

Aleida Guevara March

Ma Aleida Guevara March continua a lottare per i poveri del mondo e per la sua Cuba. Anni delicati attendono la grande isola. La distensione con gli Stati Uniti potrebbe dare il via ad una graduale apertura del paese al mondo esterno dopo più di cinquant’anni di isolamento. Tuttavia non è unanime l’entusiasmo per il nuovo corso e la figlia del Che è tra gli scettici. In molte interviste a quotidiani internazionali, Aleida Guevara ha manifestato i suoi dubbi sulle reali intenzioni americane. Inoltre, a suo avviso, l’apertura di Cuba non può rappresentare un espediente per superare il modello di governo socialista. Di particolare interesse è poi la sua posizione sulla visita di papa Francesco nell’isola. Molti osservatori internazionali, e Raul Castro in persona, hanno sottolineato la assoluta centralità del Pontefice nel processo di riappacificazione tra Cuba e gli Stati Uniti. Come segno del nuovo corso il governo cubano aveva invitato funzionari e cittadini a presenziare alla grande messa del Papa, ma la Guevara si era fortemente opposta a tale scelta, ritenendola contraria alla libertà di religione e ricordando il presunto ruolo collaborazionista della Chiesa nelle diverse dittature militari sudamericane. Riflessioni di grande interesse, che mettono in luce un elemento contraddittorio: i rivoluzionari di seconda generazione finiscono sempre per essere conservatori. E così l’acritica difesa del modello sociale e di governo cubano finisce per ricordare l’ingessata classe dirigente sovietica brezneviana, che aveva ormai poco a che fare con lo spirito rivoluzionario bolscevico.

Papa Francesco e Raul Castro (Foto: Kaloian/ Cubadebate)

Sarebbe interessante interrogarsi su quale sia l’eredità di quel modello di governo nella Cuba di oggi. Ed è proprio questo il senso dei due incontri organizzati dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba. Il primo, dal titolo “Sanità e istruzione a Cuba”, si è tenuto presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga nel pomeriggio di martedì 16 maggio. Il secondo, dal titolo “Ernesto Che Guevara: Cuba, l’Internazionalismo e l’America Latina”, si è tenuto la sera dello stesso giorno presso l’associazione “La Poderosa” di Torino. È stato presente tra i relatori del secondo convegno anche Paolo Ferrero, già ministro ed esponente di spicco della sinistra italiana.

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