JD Revolution, la rivoluzione nel mondo della cravatta

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Due uomini ed una partita di tennis: no, non stiamo parlando dell’epico scontro tra Nadal e Federer, ma di una startup innovativa made in Val di Susa nel mondo dell’abbigliamento.

Dallo scambio tra dritti e rovesci durante una partita di tennis, nasce l’idea di rivoluzionare un capo d’abbigliamento classico e mai totalmente rinnovato, asserisce Davide Ciano, uno dei due fondatori della startup JD Revolution. Capo d’abbigliamento maschile, simbolo di eleganza e stile, realizzato fino ad ora con i tessuti più vari e le trame più eccentriche, capo d’abbigliamento per alcuni troppo impegnativo da indossare e per altri troppo difficile da annodare, come riferisce Giovanni Di Giulio, Johnny per gli amici, che con Davide condivide una profonda amicizia.

Come si può evincere dal titolo, l’indumento oggetto di “rivoluzione” da parte di Johnny e Davide, da parte della JD Revolution, è, naturalmente, la cravatta.

Al termine della consueta partita di tennis tra i due, recatisi al bar per rifocillarsi e presa una rivista per scaricare la tensione ed avere un momento di relax, dal titolo di un articolo giunge l’illuminazione: “L’elemento di eleganza e di stile dell’uomo sta andando a morire…. La cravatta”.

L’affiatamento tra i due non manca, l’intraprendenza neanche: giovanissimi, neanche trentenni, entrambi lavorano per due grandi multinazionali, Davide riveste il ruolo di sales manager e Giovanni è alle prese con altre attività imprenditoriali, decidono di ribaltare la pesante sentenza emessa da quell’articolo.

La cravatta deve essere rinnovata, i giovani devono tornare ad indossarla e ad indossarla con semplicità, senza elaborati nodi e perdite di tempo inutili.

L’innovazione, prima di tutto, sta nei materiali, viene eliminato il “taglio” di tessuto unico in favore di scaglie di fibre sintetiche, tra cui titanio e carbonio in fase di prototipazione che, unite tra loro, creano trame e disegni unici ed originali, mantenendo, però, la figura, l’eleganza e lo stile della cravatta classica. Il tutto realizzato a mano.

Altro elemento imprescindibile del prodotto, il rapido aggancio che, come una collana, consente di indossare questa cravatta rivoluzionaria in pochi secondi.

Due ragazzi intraprendenti che, al contrario di quanto detto da esponenti politici di primo piano, che considerano i giovani “choosy” o “bamboccioni”, nonostante il lavoro sicuro in due importanti aziende, hanno voglia di riscattarsi, ambasciatori di quel mondo giovanile che dice no alle stereotipazioni e che lancia la sfida ai grandi brand della moda e del lusso.

Giovanni, con determinazione, ha affrontato in più di un’occasione le sfide lanciate – e il nostro Paese non brilla certo per questo – dall’impianto burocratico e procedurale di stampo borbonico, che rende lunghi e costosi i percorsi come quello intrapreso dalla JD Revolution.

Troppo spesso il sistema burocratico nostrano si mostra come un aggressivo tessuto adiposo che impedisce di mostrare i muscoli al “Bel Paese”, dimostrandosi la prima barriera all’ingresso per le nostre imprese, prima ancora di raggiungere le difficoltà, peraltro già stringenti, del mercato internazionale.

Ma Davide e Giovanni non sembrano intimoriti, per loro queste sono soltanto sfide di un sistema che, se altri come loro si faranno avanti, verrà sicuramente scardinato in favore di un organismo più agile, leggero e cheap – come direbbero gli anglofoni.

Un tentativo imprenditoriale ancora tutto in salita quello della JD Revolution, startup che non proviene dalla silicon valley, bensì dalla Valle di Susa, in cui i due giovani protagonisti e chi vi scrive, loro coetaneo, siamo nati e cresciuti.

Un invito a chi ha poca speranza, a chi vede davanti a sé un futuro incerto, a chi crede di non potercela fare da solo, rileggete questa storia, troverete nella JD le stesse difficoltà, gli stessi momenti di scoramento ma anche la stessa forza e determinazione che voi avete dentro.

E, se volete iniziare a giocare a tennis, questo è il momento di farlo!

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