I giovani torinesi vogliono imparare: visita al Parlamento Subalpino La storica aula parlamentare riapre temporaneamente ai visitatori dopo quasi trent'anni

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Dal 17 al 19 marzo, per celebrare il 156° anniversario dell’unità d’Italia, la direzione del Museo del Risorgimento di Torino ha deciso di riaprire ai visitatori le porte della celebre aula del Parlamento Subalpino di Palazzo Carignano, in cui venne proclamato il successo dell’impresa garibaldina.

A seguito di alcuni lavori di restauro, che ne avevano causato la chiusura al pubblico per quasi trent’anni, è tornata eccezionalmente visitabile per soli tre giorni, un’occasione imperdibile per i cultori di storia risorgimentale, che hanno avuto l’opportunità di respirare, anche solo per pochi istanti,  l’aria della risorgimentale buona politica.

Palazzo Carignano, sede del Parlamento Subalpino

In un’atmosfera solenne, osservando attentamente l’aula, ricca di maestosità, diviene inevitabile essere catturati dai seggi di alcune illustri personalità dell’epoca, recanti il nome di chi li occupava: Cavour, Depretis, Garibaldi, Sella, d’Azeglio, Cattaneo e dei molti altri che hanno dato il loro contributo per la realizzazione dell’unità nazionale.

Un ambiente, un tempo popolato da personaggi di  tale spessore culturale che, paragonati ad alcuni attuali amministratori della cosa pubblica, lasciano quantomeno allibiti su come sia potuta retrocedere nei toni e nei contenuti la classe dirigente negli ultimi anni.

Ambiente che, al contempo, lascia una traccia indelebile nella storia, modello di rigore ed ispirazione per le future generazioni.

Lo sa bene Bartolomeo Giachino, ex Sottosegretario ai Trasporti del Governo Berlusconi, che ha organizzato per i giovani di “SìLavoro”, associazione da lui presieduta, una visita all’aula parlamentare, riportando l’intero palazzo in un’atmosfera risorgimentale attraverso la lettura di alcuni discorsi di Cavour, inerenti la sua politica estera, lo sviluppo industriale, il fisco, le infrastrutture e le prime mutue.

Bartolomeo Giachino, promotore di SìLavoro

“Negli ultimi discorsi tenuti pochi giorni prima di morire nel giugno del 1861, i continui riferimenti all’Europa emozionano. – Ha dichiarato Giachino, proseguendo – Chi dedica il suo tempo libero alla passione per la politica, vista come il modo più alto per affrontare i problemi del Paese, a partire dal mondo del lavoro sino alla ripresa economica, specialmente se di così giovane età, sono una viva speranza per il nostro Paese”.

Un’occasione, quella offerta dall’associazione “SìLavoro” ai propri giovani, di cui peraltro chi vi scrive ne è parte, che dovrebbe essere all’ordine del giorno, dovrebbe essere la regola, nel panorama dei giovani interessati alla politica ed ai suoi mille risvolti, ma che invece, ad oggi, ne costituisce solamente l’eccezione.

Occasioni come questa, non possono che essere il punto di partenza di un percorso che dovrà accompagnare i giovani dal mondo dell’associazionismo, della società civile, alla politica ed alle istituzioni.

Metodi da “prima repubblica”? Forse. Ma efficaci e genuini.

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