Giada Russo, una vita per il ghiaccio L’atleta di Torino ha vinto due volte consecutive il campionato italiano di pattinaggio artistico su ghiaccio singolo

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Interno del Palasport Tazzoli

Una distesa di ghiaccio che viene battuta dalla macchina per preparare la pista agli atleti. Nessuno sui palchi, un nonno entra e si siede, aspettando di vedere le gesta della nipote, in fondo qualche pattinatore che si scalda. Se il Trentino può vantarsi di Carolina Kostner, il Piemonte, non di meno ha Giada Russo: alle spalle 2 vittorie nei campionati italiani nel 2015 e nel 2016, Giada ha esordito nelle ultime Universiadi,[3] prendendo parte ai Giochi di Almaty 2017. Il suo viso tradisce la sua carta d’identità: non dimostra quei 19 anni che dice di avere. Ragazza timida, umile, qualità riconoscibili in quasi tutti i grandi campioni del passato, ben consapevole che l’impegno è alla base del successo sportivo.

Piemonte Magazine l’ha intervistata per dar voce ad una campionessa tutta piemontese.

 

Giada Russo, 19 anni

Buongiorno Giada.

Benvenuto a te, qui, al Palasport Tazzoli.

 

Giada, iniziamo con delle domande che ti sarai sentita rivolgere molte volte nella tua carriera: a che età hai iniziato a danzare sul ghiaccio? Quando hai capito che non avresti più smesso?

Sono 16 anni che pattino sul ghiaccio, ho iniziato all’età di 3 anni. Mi hanno portato a pattinare i miei genitori la prima volta per fare qualcosa tutti insieme la domenica e io poi mi sono appassionata ed ho continuato.

 

Quando hai capito che non avresti più smesso?

è accaduto tutto così per caso, è cresciuta in me una passione tale da non farmi più smettere e pattino perchè mi piace!

 

Non tutti pattinano per piacere, felice che questo non sia il tuo caso!

Si ci sono alcuni che pattinano per soddisfare la propria famiglia, ma prima o poi smetteranno.

 

Oggi hai diciannove anni, tra poco non sarai più una teenager, come qualsiasi ragazza avrai avuto alti e bassi nella tua vita privata così come in quella sportiva.

Hai mai pensato di lasciare?

No. Ovvio, ci sono alti e bassi, e ho cercato di affrontarli nel modo migliore possibile, sono stata sostenuta dai miei genitori e da tutto il team.

 

Qual è il rapporto che hai con i grandi del pattinaggio, come Carolina Kostner?

Ho già gareggiato con lei, è un onore ed è una spinta a migliorarsi sempre più.

 

Tempo libero. Come trascorri il tempo che non passi sul ghiaccio o sui libri?

Nel mio tempo libero mi piace uscire con gli amici, andare al cinema, fare shopping con le amiche. Poi certo, quando incontro i fan è bello dargli il mio autografo e renderli felici con così poco. Sono molto affezionata ai miei genitori: gli voglio molto bene, mi supportano in uno sport non dei più cheap.

 

Per il gossip, fidanzata?

No!(sorride)

 

Per il tuo successo hai bisogno di un grande staff tecnico…

Mi alleno con Claudia Masoero e Edoardo de Bernardis che è anche il mio coreografo, ma loro sono solo la punta di un gruppo che mi sostiene, tra cui la mia insegnante di danza Monica Farneti.

 

Hai tra loro un punto di riferimento che ti segue con particolare attenzione?

Certo Claudia ed Edoardo sono una sorta di seconda famiglia! Passo più tempo qui (Palatazzoli, ndr) che a casa. Con loro ho iniziato quando ero piccola, sono stati (quasi) dei secondi genitori per me, trascorro quasi più tempo con loro con con i miei!

 

Quanto tempo passi ad allenarti?

Molto tempo! Dal lunedì al sabato: entro alle 10 ed esco alle 16.30. Nel tempo che mi resta, studio scienze della Formazione all’Università.

Parliamo ora del pattinaggio artistico, sport non molto praticato.

Si è uno sport non certamente cheap, ma i miei genitori mi sostengono. Non ho alcun sponsor e non faccio parte di nessun’arma. Ogni annualità ha 10 gare di campionato più i viaggi in tutto il mondo che, sono a carico degli atleti. Anche gli allenamenti hanno un costo.

 

Bandi, sponsor e federazione aiutano gli atleti?

Sto cercando uno sponsor, la partecipazione ai bandi non è immediata. La federazione prova ad aiutarci economicamente.

 

Ringraziamenti di rito: a chi desideri dedicarli?

Ai miei genitori e tutto lo staff tecnico che, insieme, mi hanno permesso e mi permettono di essere qui.

 

Grazie Giada

Grazie a te!

 

Una riflessione, personale per certi aspetti, ma che potrebbe concretizzarsi nell’urlo di sfogo di molti atleti: come è possibile che la politica non s’interessi a eccellenze nazionali come Giada e molti altri come lei?

Questo caso è singolare: campionessa tutta made in Turin ma, la propria terra, non la conosce, in un certo senso la ignora, se la dimentica.

Il pattinaggio: forse una disciplina non molto remunerativa per sponsor e canali di informazione?

Eppure, a ben vedere, a livello internazionale ce la giochiamo spesso, in questo e molti altri sport forse definiti “minori” da alcuni, dove la nostra regione produce giovani talentuosi che non vogliono accontentarsi, non vogliono rassegnarsi ad un futuro incerto di pubblicità e sponsorizzazioni.

Le politiche sportive delle nostre istituzioni non possono permettersi di non prestare la propria attenzione ad atleti di primo livello solo perché non “mainstream” o non abbastanza remunerativi.

Chissà se, dopo aver vissuto i giochi olimpici, oltre alle strette di mano e alle consegne di targhe ricordo, ai nostri lungimiranti ed attenti amministratori, non venga in mente di istituire borse studio o forme di sponsorizzazioni per gli atleti meritevoli?

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