Il centrodestra torinese dovrebbe indignarsi Il centrodestra torinese non dovrebbe gioire ma indignarsi: nel fuoco incrociato tra M5S e PD viene totalmente ignorato

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Il centro destra torinese, dopo gli attacchi arrivati dalla stampa locale alla sindaco Chiara Appendino dovrebbe quanto meno indignarsi.

La redazione del La Stampa studiate sul modello wall Street

La prima bordata arriva da La Stampa con un articolo firmato da un collega che, privo di dati, sembra fornire una sua opinione personale, concludendo che la città dovrebbe essere riconsegnata nelle mani di un banchiere; la seconda arriva da Lo Spiffero, non si sa bene secondo quale logica di tandem, comunque molto preoccupante.

Il centrodestra torinese non dovrebbe gioire ma indignarsi: nel fuoco incrociato tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico viene totalmente ignorato.

Il motivo di questo buio totale sul centrodestra ci preoccupa molto, speriamo vivamente che le classi imprenditoriali e i cronisti della bella Torino non considerino l’opposizione di centrodestra in comune e in regione con il più totale vuoto pneumatico, perché sarebbe davvero una triste storia.

Ma in che occasione arrivano queste bordate?

Alla fine di un G7 che non ha visto, nonostante i molti “gufi”, incidenti rilevanti in città e che, tutto sommato, ha visto nella Venaria Reale una location molto azzeccata e, dulcis in fundo, il fragoroso boato di queste bordate mediatiche sembra abbia l’unico scopo di creare un rumore assordante proprio nei giorni in cui la sindaco Appendino ha attaccato direttamente Chiamparino prima, e Fassino poi, circa la gestione economico-finanziaria del comune di Torino.

Chi scrive su questa modestissima testata online non ha alcun interesse nel difendere il movimento cinque stelle o la sindaco, già bacchettata più volte su queste pagine, ma vuol destare un centrodestra che sembra sempre più assopito, preso in braccio, da una sinistra che continua, in un modo o nell’altro, a governare la città, grazie anche all’estrema cortesia sabauda che Chiara Appendino gli sta riservando.

Durante la campagna elettorale delle comunali di Torino, ho avuto il piacere di collaborare con il notaio Alberto Morano, profondo conoscitore delle finanze torinesi, che ha studiato per mesi, prima di candidarsi attraverso l’associazione “Torino 2026” da lui fondata. Ebbene, se c’è qualcuno che prima della sindaco ha attaccato frontalmente il comune di Torino e le sue finanze, che non si è risparmiato nemmeno un forte attacco in campagna elettorale all’allora assessore Guido Passoni, è stato proprio lui, il notaio.

Chiara Appendino non inventa nulla quindi, il centrodestra era partito con il piede giusto, sbagliando però tatticamente non unendo le forze.

Dopo un attacco mediatico di questa portata, mi sarei aspettato un fuoco su due fronti da parte del centrodestra: all’amministrazione e ai media, ma così non è stato. Da molti, anche se non da tutti, si è alzato solo un grido di giubilo per gli attacchi giunti a palazzo civico.

Sarebbe solo questo il centrodestra torinese e piemontese? No, noi non ci stiamo.

 

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