Centrodestra in officina, meccanici all’altezza? "Officine Centrodestra non vuole essere un partito ma una piattaforma utile a rilanciare il centrodestra"

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“Ci sono state pressioni politiche da parte di tanti amici del centrodestra che hanno deciso di non essere presenti”, così si apre la kermesse di questo pomeriggio del giovane virgulto di Paolo Vitelli, Ludovico Seppilli, che lascia l’onere dell’apertura a Enrico Reghini, protégé di Michele Coppola ai tempi del PDL.

La sala del Teatro Vittoria a Torino, in effetti, risulta essere mezza vuota.

Ribadito inoltre lo scopo della mattinata: il confronto e la discussione (sia beninteso, solo tra i convenuti e non con il pubblico!).

“Officine centrodestra non vuole essere un partito ma una piattaforma utile a rilanciare il centrodestra”, ci viene detto.

Non si risparmiano gli attacchi nemmeno agli avversari, viene infatti puntato il dito contro Michele Pianetta, trentenne vicepresidente ANCI Piemonte,esponente PD, reo di non essere presente: “a trent’anni bisogna guardare avanti, oltre il ruolo politico” tuona Reghini.

A difesa di Pianetta, il titolo dell’iniziativa è “Officine Centrodestra”, perché invitare un esponente di spicco del PD?? L’alleanza tra Lupi ed Alfano non pare aver fatto bene ai giovani del centrodestra, ancora un po’ confusi su quale sia la direzione da intraprendere.

Spiccano inoltre le assenze dei giornalisti Porro e Del Debbio, preannunciati, oltre ad altri giovani amministratori locali previsti dal programma.

Inizia allora la tavola rotonda: modera il padrone di casa Seppilli.

Il primo ad intervenire è Lorenzo Castellani de “La Cosa Blu”; si parte dal rilevare come nel 2013,visto l’esito delle elezioni, si sia causata una grossa rottura tra i cittadini e le istituzioni per arrivare ad alcune considerazioni sull’Europa.

Si mette in chiaro fin da subito che si è di fronte al populismo dilagante del movimento 5 stelle da battere; populismo che Renzi non ha saputo fronteggiare, anzi “bisogna creare un’alternativa seria e credibile di centrodestra al renzismo”.

Il secondo ad intervenire è il trentenne Pietro Tatarella, consigliere comunale di Milano in quota Forza Italia. Tatarella, omonimo del celebre Pinuccio, muove più di qualche critica al suo partito affermando che “il brand di Forza Italia funziona solamente se portato avanti da persone credibili”, lasciandosi scappare, riguardo Torino, un: “che senso ha Osvaldo Napoli consigliere comunale”? Auspicando infine il rinnovamento degli organi dirigenziali del suo partito, dicendosi rammaricato del mancato rinnovamento operato da Stefano Parisi in Forza Italia. “Qualcuno ha voluto farlo perdere a Milano” rivela. Strana invece la rivendicazione sulla difesa della famiglia: “ le unioni civili non tolgono nulla alla famiglia”.

Posizione notoriamente dell’Assessore milanese PD Maiorino e dell’ex sindaco Pisapia e dell’oggi sindaco Sala.

L’ultimo intervento è affidato a Virgilio Falco, presidente di Studicentro.

Falco rileva come vi sia la tendenza di fuggire al confronto e chiosa: “basta nomine dall’alto” – che il messaggio fosse riferito ai presenti in sala?

Riguardo la situazione europea, ricordando le commemorazioni odierne (60° anniversario dei “Trattati di Roma”, ndr), esordisce: “in Europa il centrodestra vince; il populismo, di fronte ad agende precise, perde”.

Si chiude così la tavola rotonda, interventi programmati si alternano in rapidi auspicando rinnovamento ed unità, non senza stoccate alla classe dirigente senior, per il futuro del centrodestra.

A chiudere l’evento non poteva che essere Seppilli, ispiratore dell’evento, classe 1991, consigliere comunale a Pino Torinese.

Terzo su tre liste presentate nelle ultime amministrative del 2016, già da qui se ne evince lo spirito ribelle, contrapponendosi alla preesistente lista di centrodestra, risultata infine vincente.

Nel suo intervento è chiaro l’attacco a chi, a vario titolo, dai parlamentari, a scendere, ha tentato di far saltare, secondo Seppilli, la mattinata.

Gli unici esponenti politici di spicco presenti in sala sono i consiglieri comunali di Torino
Alberto Morano e Roberto Rosso e l’onnipresente Mino Giachino, già sottosegretario ai trasporti del Governo Berlusconi. Presente inoltre Alessandro Cherio, uomo di riferimento in Piemonte di Stefano Parisi.

Arrabbiato il giovane Ludovico. Parla di “minacce” ricevute per porre fine all’organizzazione dell’evento.

“Come può una classe dirigente scatenare una campagna di odio,di rabbia e di mortificazione nei confronti di un gruppo di ragazzi che prova a fare qualcosa?” – recrimina.

Si dice convinto che i dirigenti si comportino così perché “gli stiamo togliendo il terreno da sotto i piedi”. “Uno che fa politica e prova a toglierti il teatro che hai prenotato è un idiota” che “tipo di prospettiva può dare ad un’area politica?”

Seppilli, rabbioso, annuncia che questo sarà solo l’inizio e che la piattaforma verrà replicata in Piemonte e nel resto d’Italia.

Attacca ancora, rancoroso verso una non meglio identificata classe dirigente: “Noi, chi vuole dare un volto nuovo al centrodestra, siamo la maggioranza…la maggioranza sta con noi” – afferma convintamente.

“Chiamano giornalisti nazionali minacciandoli di fargli perdere il posto di lavoro” – è esplosivo Seppilli.

Ripete ancora che “Officine Centrodestra” fa paura ma non porta odio verso persone che “non hanno più voti e non hanno più credibilità”.

Alla fine dell’intervento, l’applauso liberatorio.

Se ne apprezza sicuramente il coraggio, in un panorama politico in cui la classe politica di centrodestra è totalmente distante dal Paese reale e dai bisogni de cittadini, anche se, i contenuti su cui meditare, su cui sviluppare una seria discussione, sono pochini. Il dibattito con la platea, ancorchè non foltissima, assente. Vittimismo, invece tanto, troppo. Troppo per un giovane pieno di energie e speranze come Ludovico.

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